Sanremo, buon compleanno allo Stadio Comunale inaugurato dal Fascismo

In origine l’impianto aveva una funzione polifunzionale e oltre al gioco del calcio era atto ad ospite competizioni di altri sport

Sanremo, buon compleanno allo Stadio Comunale inaugurato dal FascismoSanremo. In occasione dell’anniversario della marcia su Roma, il 28 ottobre 1932 si inaugurava in corso Mazzini lo Stadio Comunale, ovvero quello che al tempo, un’epoca fascista, fu chiamato il “Littorio”.

La struttura nacque su iniziativa di un gruppo di sportivi e dietro il progetto che l’ingegnere Domenico Parodi presentò al podestà Pietro Agosti nel 1929.

Un progetto discusso, avviato solamente alla fine del 1930 e occupante un’area di 22.000 metri quadrati.

In origine l’impianto, costato più di 2 milioni di lire, aveva una funzione polifunzionale, e oltre al gioco del calcio era atto ad ospite competizioni di atletica, pugilato, scherma, pallone elastico e tennis.

L’opera infatti contava anche quattro campi da tennis e diverse sale palestra. Il tutto racchiuso fra una tribuna dalla capienza di 3000 persone e una gradinata altrettanto vasta, dove al centro campeggiavano i busti di Re Vittorio Emanuele III e Mussolini.

Il “Littorio” si presentava alla “folla degli sportivi” come una struttura faraonica, all’avanguardia, tanto che gli avversari, dopo le prime competizioni tenutesi nell’aprile 1932, lo ribattezzarono fin da subito come “stadio dei Milioni”.

La sua costruzione del resto aveva già richiamato l’attenzione dell’ideatore del campionato del mondo per nazioni, Jules Rimet, che con una delegazione FIFA seguì passo dopo passo le fasi dei lavori.

Interventi di ristrutturazione seguirono negli anni ’70 e portarono lo stadio a perdere la sua polifunzionalità, rimanendo adibito solo al calcio.

Veronica Senatore

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